CHIESA DI SANT’ANTONIO DA PADOVA
Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2013, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Parma e Piacenza, in collaborazione con la Diocesi di Piacenza-Bobbio, organizza visite guidate ai restauri della chiesa di S. Antonio a Costa Orzata di Castell’Arquato, importante testimonianza di architettura sacra, progettata negli anni trenta del Novecento dall’architetto Manfredo Manfredi. Apriranno il pomeriggio di domenica 29 settembre gli interventi del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici architetto Gian Carlo Borellini e del direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Piacenza-Bobbio, arch. Manuel Ferrari, cui seguiranno quelli del dott. Carlo Emanuele Manfredi, discendente dell’architetto Manfredo Emanuele Manfredi progettista della chiesa, che ne illustrerà la figura e della dott. Anna Còccioli Mastroviti che ripercorrerà le vicende del cantiere della chiesa nel più ampio contesto dell’edilizia religiosa e dell’attività di Manfredo Manfredi.
L’originaria chiesa di Costa Orzata fu voluta dal notaio Antonio Formica e fu eretta nel 1361. La chiesa trecentesca fu sostituita nel 1634 da un nuovo edificio, oggetto di restauri nel 1779. La lunga storia di questa chiesa, l’unica nella provincia di Piacenza dedicata a S. Antonio, è in parte ricostruibile sulla base delle visite pastorali dalle quali si conoscono decorazioni e arredi e, soprattutto, il fatto che a partire dal 1866 la chiesa fu chiusa al culto per circa 50 anni. Il progetto per la costruzione del nuovo edificio fu commissionato all’architetto Manfredo Emanuele Manfredi nel 1908. Il cantiere, avviato nel 1910, si concluse nel 1913 e la chiesa venne solennemente aperta al culto e benedetta dall’arciprete di Castell’Arquato il 13 giugno di quell’anno. Nel 1919 fu portata a termine la decorazione dell’interno e della zona absidale, ad opera del pittore piacentino Francesco Pittaco. La chiesa progettata da Manfredo Emanuele Manfredi, al quale si devono, come noto, fra gli altri, il progetto per la nuova facciata del duomo di Milano (1886-87), per le tre porte bronzee di S. Maria del Fiore a Firenze (1887), i restauri alla basilica di S. Marco (1902-1914) e la collaborazione al cantiere per la ricostruzione del campanile marciano (1902-12), presentava un fronte tripartito a capanna con unico ingresso sormontato da lunetta e da un grande rosone centrale e due ali laterali in corrispondenza delle navatelle laterali. Si trattava di un disegno improntato al codice stile neoromanico. L’attuale assetto compositivo, il pronao su pilastri ottagonali con capitelli corinzi, la torretta che interrompe i due spioventi del corpo centrale percorso da archetti pensili, si deve ai lavori di “restauro” compiuti negli anni trenta del Novecento, promossi dall’allora parroco don Delfino Rebecchi. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2013, domenica 29 settembre alle ore 15.30 saranno illustrati al pubblico i lavori di restauro appena conclusi, eseguiti sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza.